Matteo Frollani

Matteo Frollani

Dolci colli verdi, campi di grano e papaveri, vigneti e viali alberati. Profumi buoni di mosto, selvaggina, terra bagnata, fiori e salsedine. Sapori di natura. E' in questa cornice che è sempre vissuto Matteo Frollani. Un'infanzia ed una adolescenza trascorse nelle bellissime campagne di Bolgheri. Fin da piccolo Matteo si è sentito "diverso" dagli altri. Non fisicamente, o per il modo di vestire o di tagliarsi i capelli, ma per il modo di vedere e percepire il mondo e la realtà. Ha da sempre preferito correre nei prati, piuttosto che passare il tempo davanti alla tv. Ha da sempre scelto di vivere con il cuore, a contatto con il cuore della terra. Si è sempre sentito diverso, ma ha sempre cercato di somigliare agli altri, per essere capito e per farsi capire. Non ha mai tollerato discriminazioni ed ingiustizie ed è sempre stato pronto a prendere le difese dei più deboli, spesso anche con rabbia e forza. Ha dato sempre più peso al cuore, ai sentimenti ed ai valori rispetto agli interessi personali. Una vita a contatto con la vera e grande bellezza della natura, una rabbia espressa nell’ aiutare gli altri, una sensibilità nascosta ed un paio di enormi occhiali neri davanti agli occhi. Occhiali che per lungo tempo gli hanno impedito di cogliere realmente le sfumature ed i toni dei magnifici colori intorno a lui. Perchè nella vita si sa, vediamo solo quello che ci aspettiamo di vedere. In quegli anni la testa gli girava, ma era lui a rimanere fermo. In tutta questa articolata cornice tuttavia mancava un tassello... l 'ultimo pezzo che completava il puzzel. Matteo lo trova circa due anni fa, nello sport e più precisamente nel pugilato. L'incontro con questa disciplina gli apre la mente, lo spinge ad andare oltre l'apparenza a capire in anticipo le mosse e le intenzioni dell'avversario. Lo spinge ad interpretare il suo sguardo, a leggere nei suoi occhi, a decifrare i suoi segnali. Ed è grazie allo sport che Matteo riesce a capire se stesso. Per la prima volta entra in contatto con la sua natura più intima, con il suo se più profondo e nascosto. il pugilato gli espande i confini della menta a tal punto che, un giorno senza un perchè Matteo guarda una lavagnetta vuota nella sua stanza, prende un gessetto e comincia a disegnare per la prima volta in tutta la sua vita. Ne esce fuori un ritratto. Non era mai stato capace di disegnare prima d’ ora, ma in quel momento gli sembrò la cosa più naturale del mondo. Inizia così, per caso, il cammino di Matteo nel mondo della pittura e dell'arte. Da quel giorno in poi in lui si manifestò l' esigenza sempre più irruente di imprimere le proprie emozioni su di una tela bianca. Tela che, rappresenta la totale libertà di espressione di un "io" forse per troppo tempo nascosto. Sul ring la testa di Matteo si svuota, non c'è posto per niente. Non c'è posto per le paure, per le incertezze, per i dubbi e per le preoccupazioni. Quando dipinge invece la sua mente si riempie di nuove emozioni e di nuovi sentimenti. I suoi quadri parlano di questo ,di emozioni e di Libertà. Quella stessa libertà di essere, che matteo ha raggiunto con lo sport e l'arte. Con i chiaro-scuri , con i cieli aperti ed i mari infiniti , con i campi di grano e le colline in fiore ,Matteo trasmette con chiarezza sentimenti come la solitudine, l'apertura mentale, il duro lavoro nei campi ricompensato dalla bellezza dei paesaggi di campagna. Non ama le pitture precise e ben definite come se fossero foto. Ferme. Statiche e perfette. i suoi dipinti sono "sporchi" dinamici, vivi , veri ed imperfetti, perchè per Matteo, l'imperfezione è ciò che rende unici i suoi quadri. Matteo sogna. Si immagina come poteva essere il suo territorio nei tempi lontani. Sogna e quando si sveglia dipinge. Sogna di dipingere e poi dipinge il suo sogno. Come dice Tomas Merton: " L'arte ci consente di trovare noi stessi e di perdere noi stessi nello stesso momento".

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